LA COLLEGIATA di S. STEFANO in GALLUCCIO

 

 

   La Collegiata fu costruita a partire dalla fine del secolo XIII, ma subì interventi edilizi successivi: oggi ci appare nella struttura acquisita all’inizio del secolo XVIII, quando fu addossata al campanile adiacente, che fu ampliato con l’aggiunta di altri ordini ( in tutto cinque), sormontati da una cuspide.

Si accede alla chiesa attraverso un portale in tufo risalente agli inizi del XVI secolo. L’interno è a tre navate: la navata centrale presenta ricche decorazioni in stucco sulle pareti ed un soffitto a cassettoni e lacunari, opera dell’artista intagliatore Francesco Lombardo di Napoli (anno 1706). Al centro del soffitto è inserita una splendida tela, raffigurante la Lapidazione di S. Stefano, opera del pittore Jacopo Cestaro, allievo del Solimena: la tela fu commissionata nel 1703 e inserita nel cassettonato nel 1706. Il pavimento originale presenta riggiole romboidali del secolo XVII. Al centro, addossati alle pareti, due splendidi confessionali lignei, finemente intagliati, del secolo XVII.

   Ai lati, posizionati accanto alla balaustra, vi sono due altari in marmi policromi: quello di destra è dedicato all’Epifania, con patronato della famiglia Martucci e, attualmente, presenta una tela raffigurante la Vergine Addolorata, tra San Giuseppe, S. Caterina d’Alessandria e S. Lucia (in origine posto sull’altare della cappella di S. Lucia); l’altro, a sinistra, è dedicato a S. Stefano, con patronato della famiglia Velluti (di cui si notano gli stemmi araldici), sormontato da una tela, della fine del secolo XVII, raffigurante la lapidazione di S. Stefano, che vede la gloria di Dio con la Vergine Immacolata).

   Il presbiterio è delimitato da una balaustra in marmi policromi, del secolo XVII: sulle colonnine che sorreggevano il cancello (distrutto nel crollo dell’arco, durante gli eventi bellici del 1943) sono presenti due cartigli, con stemmi a rilievo, raffiguranti un gallo (a destra) e S. Stefano (a sinistra). L’altare maggiore, pure in marmi policromi, presenta gli stessi cartigli. Lungo le pareti del presbiterio è presente un coro ligneo del secolo XVIII, con trentadue stalli. Al centro della volta presbiterale si nota un affresco, raffigurante la lapidazione di S. Stefano, opera del pittore Paolo Passarelli (1694), purtroppo deteriorata dal crollo di parte della volta, nel 1943. Il pavimento è in maioliche, della fine del secolo XVII; sulla parete laterale sinistra, sopra il coro, è uno splendido organo ligneo, sempre del secolo XVII, danneggiato durante gli eventi bellici del 1943 e restaurato nel corso del secolo XX.

   La navata sinistra (per chi guarda l’altare) presenta tre cappelle: la prima è dedicata a S. Lucia, con altare in muratura; la seconda è dedicata alla Deposizione, con una tela del secolo XVIII raffigurante la Deposizione di Gesù dalla croce ed un altare in marmi policromi, recante ai lati due cartigli con le insegne araldiche della famiglia ducale Velluti, feudatari di Galluccio dal 1661: il pavimento maiolicato, del 1730-40, presenta, al centro, lo stemma araldico della famiglia Velluti, in tarsie marmoree, e alcune lastre recanti epigrafi funerarie (sotto il pavimento esiste una camera sepolcrale, in cui venivano deposti i defunti della famiglia stessa); la terza cappella è dedicata al SS. Sacramento, con altare in marmi policromi , balaustre di separazione dalla cappella adiacente e dalla navata centrale.

   Anche la navata destra presenta tre cappelle: la prima però appare come un semplice altare, addossato alla base del campanile (che ne ha preso il posto), dedicato a San Carlo Borromeo, con patronato della famiglia Vinale;   la seconda cappella è dedicata alla Madonna del Rosario, con altare in marmi policromi che presenta, ai lati, due cartigli con motivi floreali e la corona del Rosario; la terza cappella è dedicata alla S. Croce, delimitata da balaustre di separazione dalla cappella adiacente e dalla navata centrale: questa cappella fu distrutta completamente durante gli eventi bellici del 1943 e perciò non presenta più l’altare che vi esisteva e che era sormontato dalla croce lignea, del secolo XVII, oggi posta al di sopra dell’altare maggiore, nel presbiterio; il pavimento di questa cappella è decorato con maioliche a motivi fitomorfi, zoomorfi ed antropomorfi, databili alla fine del secolo XVII.

   Di particolare interesse le predelle degli altari di S. Lucia, di S. Carlo Borromeo e del SS. Sacramento, che presentano maioliche, con motivi geometrici, fitomorfi, zoomorfi ed antropomorfi, risalenti al secolo XVI.

L’edificio, pesantemente devastato nel corso della seconda guerra mondiale, fu restaurato fra il 1974 ed il 1984, grazie all’opera incessante dei fratelli Pietro ed Emilio Calce, che si susseguirono nella guida della Parrocchia.